I CHAKRA

(Vortici Energetici)

Secondo le tradizioni orientali nel corpo umano esisterebbero sette centri energetici principali, detti Chakra, il cui equilibrio sarebbe alla base della salute fisica e psichica dell’individuo.

In questi punti eterici di contatto fra la realtà fisica e le realtà sottili, possiamo trovare un’interessante sistema che interconnette alcuni aspetti concreti, come quelli rappresentati dal sistema delle ghiandole endocrine, deputate alla produzione ormonale e legati a specifiche funzioni fisiche, emotive, psichiche e relazionali, con altri di ordine simbolico e spirituale.

In un percorso ideale, a livelli diversi di consapevolezza e supportato dall’energia che corre lungo la spina dorsale, troviamo, partendo dal basso:

- Muladhara, il chakra di base, sede di Kundalini, l’energia serpentina, caratterizzato dal colore rosso e rappresentato da quattro vortici o petali, collegati anche alle ghiandole surrenali;

- Svadishthana, collocato nella zona sacrale, interconnesso a livello fisico con le gonadi e rappresentato simbolicamente da Saturno; il suo colore è l’arancione ed i suoi vortici sono sei;

- Manipura, il chakra del plesso solare, vicino all’ombelico, connesso al pancreas e rappresentato da Giove; il suo colore è il verde e consta di dieci vortici;

- Anahata, nella regione del cuore, simboleggiato dal sole ed in collegamento con il timo; il suo colore è il giallo ed i suoi petali sono dodici;

- Vishuddha, collocato alla fine della colonna spinale, in interconnessione con la tiroide e rappresentato da Venere; il suo colore è il blu ed i suoi petali sono sedici;

- Ajna, il terzo occhio, collocato in mezzo alla fronte, connesso alla ghiandola pituitaria e’ rappresentato da mercurio; il colore è l’indaco ed i vortici sono novantasei;

- Sahasrara, sulla sommità della testa, rappresentato dalla luna e collegato alla ghiandola pineale; il colore è il violetto ed i suoi vortici novecentosessanta. Questo chakra è anche chiamato “il fiore dai mille petali”.

Per quanto concerne la pratica del Reiki può essere utile durante un trattamento focalizzarsi principalmente sui sette chakra principali, i quali formano un canale energetico che, seguendo la colonna vertebrale, va dal coccige (area ano-genitale) alla sommità del capo. Ogni altro punto del corpo umano, che sia espressione di chakra rilevanti o no, è comunque degno di essere considerato con la massima attenzione e di essere trattato quando il sentire "guida" le mani dell'operatore su esso. Più energia passa liberamente attraverso i chakra (le preziose porte energetiche), più noi esprimiamo salute. In condizioni di equilibrio ottimale, l'energia scorre ininterrottamente attraverso i vortici di luce. Al contrario, spesso in uno o più chakra si possono manifestare disarmonie quali carenze, sovraccarichi d'energia o addirittura veri e propri blocchi energetici. A tali disarmonie corrispondono proporzionali disagi (o malattie) a livello fisico, mentale o emotivo.

La sensibilità affinata nel sentire e l'energia equilibrante del Reiki potranno così permettere all'operatore di intervenire efficacemente sui chakra, o sugli organi ad essi connessi, al fine di regolarizzare l'energia dove è in eccesso, potenziarla dove è insufficiente e sbloccarla dove ha difficoltà a fluire.

Dei sette chakra principali due sono "singoli" (1° e 7°), mentre gli altri cinque presentano un aspetto anteriore e uno posteriore; la parte frontale dei chakra è in relazione con l'aspetto emotivo della persona, mentre la parte dorsale con quello legato alla volontà.